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Il programma del movimento in dettaglio PDF Stampa
Scritto da Carlo Carcangiu   
Sabato 12 Marzo 2011 17:30

Programma elettorale del

Movimento “Capoterra: Solidarietà - Pari Dignità”

 

 

Sommario

INTRODUZIONE.. 2

Principi di buon governo. 2

La trasparenza. 3

POLITICHE SOCIALI. 4

Famiglia e Minori 4

Anziani 4

Giovani 4

Donne. 5

Disabili 5

Salute Mentale. 5

Dipendenze. 5

Contrasto alla Povertà ed Esclusione Sociale. 5

Immigrazione. 5

Volontariato. 6

Altro. 6

ISTRUZIONE – FORMAZIONE - CULTURA.. 7

SPETTACOLO.. 9

SPORT.. 9

AMBIENTE – ENERGIA - RISORSE.. 11

ECONOMIA – LAVORO - AGRICOLTURA - TURISMO.. 11

Analisi territorio (riferimento demografico) 11

Un percorso dinamico per Capoterra. 12

Sviluppo e crescita. 12

Economia e lavoro. 13

Agricoltura e acquacoltura. 14

Turismo. 15

SICUREZZA.. 16

TRASPORTI - VIABILITA’ 16

CONCLUSIONI. 17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

Solidarietà: molti di noi l’hanno conosciuta nei tragici avvenimenti del 22 ottobre 2008 e da quel giorno è entrata prepotentemente nel nostro lessico quotidiano; ma cosa significa in realtà? E’ quel sentimento di altruismo che spinge a donarsi completamente alle persone che vivono situazioni di disagio, è quel dare pur consapevoli di non dover per questo ricevere, ed è con l’ispirazione a questo sentimento che vogliamo fare di Capoterra una Città senza più vincoli o restrizioni, senza più barriere o limitazioni. Infatti, tutte queste situazioni negative ci sono state imposte da chi, fino ad ora, ha creduto che dividendoci in Centro, Quartieri, Periferia, Lottizzazioni, avrebbe agevolato il suo progetto di amministrazione. Per i componenti del nostro Movimento il significato più profondo della parola solidarietà può essere sintetizzata mutuando le parole di un famoso scrittore:

"Nessun uomo è un'isola, intera per se stessa; ogni uomo è un pezzo del continente, parte della Terra intera; e se una sola zolla vien portata via dall'onda del mare, qualcosa all'Europa viene a mancare, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o la casa di un uomo, di un amico o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io son parte vivente del genere umano. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te" (John Donne).

Pari dignità, a tale proposito l’Art. tre della Costituzione Italiana, recita:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Con ciò i Padri Costituenti hanno stabilito la condizione di uguaglianza fra i cittadini dello Stato. Pertanto sarà nostro impegno garantire e pretendere pari dignità, sociale ed individuale. Ognuno di noi che volontariamente decida di proporsi per la carica di amministratore comunale si impegna fin d’ora a scendere fra la gente, a parlare con essa, ascoltandone i problemi e recependone le necessità.

 

Vi siete mai chiesti del perché le persone si allontanano sempre di più dalle Istituzioni?

Vi siete mai domandati del per come alcuni servizi funzionano ed altri meno?

Vi siete mai posti questo interrogativo: cosa posso fare io per cambiare la società in cui vivo o per renderla più funzionale e vicina alle esigenze dei suoi cittadini?

 

Bene, se la risposta non ve la siete ancora data, vi aiutiamo noi:

 

Non è mai stata operata la scelta delle persone

giuste per amministrare la nostra città.

Fatta questa doverosa premessa, entriamo nel cuore del nostro programma.

Principi di buon governo

Ogni istituzione va governata secondo alcuni principi di base che sono imprescindibili:

  • Il primo di essi è la competenza: bisogna cercare di affidare ogni singolo incarico alla persona che vanta maggior preparazione in quel determinato settore;
  • Il secondo di questi principi è la trasparenza: si deve governare in maniera tale che gli amministrati possano controllare ogni decisione e scegliere se approvarla o no;
  • Il terzo è quello dell’onestà: chi amministra la cosa pubblica gestisce il denaro di tutti e non deve permettersi di destinarlo ad opere che non portino giovamento sociale alla collettività o, peggio, di ritenere legittimo favorire se stesso o persone ad esso vicine;
  • Il quarto è quello della passione: governare significa anche sacrificarsi, dedicare il proprio tempo alla cittadinanza senza chiedere nulla in cambio.

Chi non rispetta quanto scritto sopra non possiede i titoli per amministrare. Il nostro Movimento promette la sua massima intransigenza su questi temi e pone (anche per una piccola Comunità qual è la nostra) la questione morale al centro della sua azione politica.

Ciò detto, va messo in risalto un altro aspetto che per noi è assolutamente irrinunciabile:

  • Il quinto principio: il governo partecipato. Chi amministra una collettività non può governare contro la cittadinanza o senza la cittadinanza (cosa che troppo spesso accade). Chi governa deve farlo insieme ai cittadini, sottoponendo ad essi le scelte di primaria importanza e raccogliendone le istanze. Chi non fa questo condanna se stesso e la politica ad un declino irreversibile. Noi tutti siamo profondamente convinti che soltanto i processi di inclusione creano democrazia e buongoverno.

Ci impegneremo perché le riunioni del Consiglio Comunale siano più partecipate, istituendo, a termine della seduta, il cosiddetto “question time”. I cittadini potranno porre delle domande agli amministratori perché possano essere subito chiarite le scelte operate e perché questi possano sentire, a conclusione dei lavori, le impressioni della cittadinanza. Allo stesso tempo deve essere applicato un orario più flessibile agli sportelli ed uffici comunali per favorire coloro che, per motivi di lavoro, trovano di difficile accesso gli stessi.

Per quanto attiene le case sparse che, anche da quanto abbiamo potuto osservare dalle risposte al nostro Questionario, lamentano la mancanza di impianti fognari, di strade, di servizi postali, si potrebbe ovviare nel seguente modo:

-          lo spurgo delle fosse settiche potrebbe essere fatto da idonei mezzi comunali;

-          le strade, quando non potessero essere asfaltate, potrebbero essere periodicamente ripristinate per facilitare il transito di coloro che sono costretti a percorrerle;

-          non viene distribuita la posta e pertanto gli interessati sono costretti a recarsi presso l’Ufficio postale, con i disagi che tutti conosciamo, per verificare ed eventualmente ritirare la corrispondenza loro indirizzata. Il Comune potrebbe richiedere un servizio di caselle postali, a carico dell’amministrazione, per tutti i cittadini non raggiunti da tale servizio.

Abbiamo osservato che coloro che hanno fatto grandi promesse quali: Polo Sanitario, Consulta Anziani, Famiglia al centro delle Politiche Sociali, Cura delle disabilità, Centro Sociale, e se ciò fosse stato realizzato avrebbero reso Capoterra una Città della eccellenza (precisa sintassi utilizzata nelle precedenti linee programmatiche formulate dai partiti in competizione), hanno disatteso nel corso del mandato le aspettative della gente, con l’unico risultato di allontanare i cittadini dal voto.

Soltanto le persone che lavorano mettendoci il cuore, oltre che la testa, possono far sì che determinati Servizi ai cittadini funzionino in modo efficace.

E per ultimo, ma non per importanza, poiché sono le persone amministrate che operano la scelta di chi le amministrerà, soltanto una scelta responsabile, che non risponda a logiche di amicizie o parentele, di restituzione di favori se non addirittura promesse di futuri vantaggi, potrà loro garantire una classe politica che sia in grado di modificare il corso degli eventi.

Anche se potremmo dilungarci su questo argomento, non vogliamo polemizzare su ciò che è stato fatto o meno. E’ nostro preciso intento chiedere agli elettori di aiutarci a dare una svolta decisiva per quel cambiamento, fatto di cose reali e tangibili, perché saranno gli uomini che verranno scelti i soli fautori di questi possibili cambiamenti. Il nostro consiglio è che riteniamo controproducente affidarsi a chi, nonostante le promesse fatte, ha sorvolato sulla maggior parte dei punti qualificanti dei precedenti programmi elettorali.

 

Il nostro Movimento punta, invece, sulla crescita della partecipazione collettiva, sulla necessità di dare voce a tutti, con un doveroso occhio di riguardo per i più bisognosi e per le fasce di popolazione meno protetta, siano essi giovani o anziani, uomini o donne, persone nate in Italia o migranti. Ognuna di queste categorie deve essere coinvolta nella gestione della cosa pubblica. Ognuno deve trovare una risposta ai propri bisogni e deve essere messo in condizione di rivendicare i propri diritti.

 

La trasparenza

 

Ci proponiamo di accingerci, grazie al vostro consenso, ad amministrare con trasparenza ed efficienza. Il Comune è la casa di tutti, deve essere la casa di vetro di tutta la città. Essa deve diventare un palazzo facilmente accessibile, con uffici completamente trasparenti, aperti a tutti e a esclusivo servizio dei cittadini.

In questa direzione si pone la necessità di elevare ancor più la nostra capacità organizzativa perché possa essere pienamente efficiente e produttiva. Queste caratteristiche devono porsi a simbolo ed esempio nei confronti della comunità per accrescerne la fiducia, la coesione, il senso di appartenenza.

 

POLITICHE SOCIALI

 

Le Politiche Sociali rappresentano, per noi del Movimento, una parte fondante della nostra esistenza. Portiamo nel nostro simbolo e nel nostro nome elementi che sono parte essenziale del nostro esistere; l’Acqua, il Sole, la Terra. In essi devono essere ritrovate le radici della nostra scelta politica di partecipare alla prossima competizione elettorale.

Il nostro Programma sulle Politiche Sociali coinvolge diverse Macro Aree Settoriali, ognuna delle quali contiene alcuni Progetti inerenti le stesse. Sono solo alcuni progetti funzionali che nascono dall’esperienza di altri Comuni d’Italia. Le loro caratteristiche di fattibilità, costi contenuti, impiego di personale del territorio, li rendono applicabili in tempi rapidissimi. Esaminiamoli assieme:

 

Famiglia e Minori

- Progetto “Mary Poppins”: Il progetto consiste in un servizio di babysitteraggio flessibile e in armonia con i tempi di lavoro e le esigenze delle famiglie. I destinatari sono coinvolti attraverso colloqui individuali; successivamente il genitore, dopo aver confermato la sua richiesta di servizio, comincia un periodo di inserimento di due settimane, al termine del quale deve decidere se attivare un contratto con le modalità e per gli orari necessari. Le attività si svolgono nella casa di chi presta tale servizio e che adegua la propria abitazione alle esigenze dei bambini che accoglie in casa propria.

 

Anziani

- Progetto “Insegnanti con i capelli bianchi”: L’invecchiamento della popolazione rappresenta un’importante conquista e, al tempo stesso, una sfida per la società. Tale servizio richiede un nuovo approccio integrato che affronti insieme i problemi assistenziali, dell’abitare, del muoversi, della cultura, del tempo libero e del turismo; in generale della qualità del vivere.

Risulta fondamentale la creazione di un Centro Diurno per Anziani, quale struttura di aggregazione e socializzazione. Il Progetto consta di laboratori settimanali, realizzati presso il centro semi-residenziale anziani in cui volontari, prevalentemente anziani, ospiti dello stesso servizio, ma anche cittadini esterni, coordinati da un animatore, mettono a disposizione le loro conoscenze e cercano di trasmettere usi e tradizioni del passato, tipici del nostro territorio, a bambini di età diverse, solitamente accompagnati da almeno un genitore o un adulto di riferimento.

Nei locali del Centro Diurno vengono organizzati laboratori diversi (ad esempio: costruire giochi di un tempo e bambole di pezza, disegno o artigianato, cucinare pane, dolci, pasta fatta in casa, racconti animati di fiabe eccetera). Tali prodotti e manufatti, una volta realizzati, verranno venduti in un mercatino settimanale il cui ricavato servirà all’autogestione dei laboratori stessi. Nei laboratori si alterneranno volontari che, a rotazione, nel corso dell’anno proporranno diversi progetti. Questi volontari non sono “maestri” o “esperti”, ma semplici cittadini che, aiutati dall’animatore che cura e facilita in modo particolare la relazione, cercano, con disponibilità e un po’ di maestria, di mettere in comune alcune loro conoscenze o competenze legate ad hobby o esperienza personali.

 

Giovani

- Progetto “Strada facendo”: Il progetto nasce dall’esigenza di:

- Prevenire l’assunzione di comportamenti a rischio e promuovere sani stili di vita, attraverso il coinvolgimento di soggetti e realtà informali per farle diventare risorsa attiva, in una prospettiva di comunità educante;

- Rendere gli adolescenti maggiormente protagonisti ed aumentare il loro senso di appartenenza al territorio, migliorando la qualità della loro vita;

- Contribuire a modificare la percezione che i cittadini residenti nei quartieri hanno circa i fenomeni che riguardano i gruppi dei giovani;

- Sostenere e promuovere i servizi socio-sanitari già attivi sul territorio e facilitare le modalità di accesso da parte dei ragazzi.

E’ un progetto che prevede l’attivazione di unità operative di strada (UDS), in grado di lavorare in stretto contatto con preadolescenti e adolescenti sul territorio, con lo scopo di coinvolgere, in una relazione significativa, centrata sulla comunicazione e sulla valorizzazione, ragazzi che hanno il gruppo informale come unico punto di riferimento e che vivono la comunità allargata in modo marginale.

 

Donne

- Progetto “Donne oltre…altre Donne”: Forse non tutti sono a conoscenza che fra le mura domestiche e non, una donna su tre subisce violenze o maltrattamenti fisici o sessuali. A volte questo trauma si protrae per anni, altre volte dura una vita intera, con conseguenze devastanti per la propria salute e per quella dei propri cari che assistono impotenti al dramma esistenziale, riportandone poi, inconsapevolmente, i segni visibili, e non, nella famiglia che andranno a crearsi.

Il Progetto nasce con lo scopo di sostenere, attraverso un confronto singolo o collettivo (gruppi di auto mutuo aiuto), da tenersi con un esperto psicologo, garantendone la massima riservatezza. All’interno di questo servizio verranno affrontate altre tematiche inerenti la donna (lavoro, separazione, stalking, mobbing sul lavoro, lutto, immigrazione, figli, gravidanze eccetera). Per ognuna di queste tematiche una figura esperta e professionale accompagnerà le interessate nel giusto percorso, consigliandole nella scelta più opportuna.

 

Disabili

- Progetto “Affetti Speciali”: Un progetto innovativo, in quanto dedicato ad un target particolare: ai soggetti fragili, anziani e/o disabili, che per la loro situazione di isolamento possono più facilmente incorrere nell’insorgenza di condizioni patologiche (fisiche o psicologiche). Si compone di diverse azioni su molteplici fronti. Infatti, consiste nel:

- Mappare in maniera mirata le persone fragili del territorio;

- Allestire un settore d’intervento specifico, Comunity care, per l’ottimizzazione di tutte le risorse, al fine di promuovere e diffondere l’area di sostegno alla domiciliarità dei soggetti fragili, attraverso la collaborazione di tutte le forze del territorio;

- Sviluppare attività innovative di monitoraggio delle situazioni di fragilità.

Salute Mentale

- Progetto “Palestre della Mente”: consiste nella realizzazione di percorsi di assistenza a sostegno della domiciliarità di persone anziane con demenza e delle loro famiglie. Il progetto ha lo scopo di mettere a disposizione degli anziani, con problemi cognitivi, trattamenti specifici ed individualizzati, condotti in piccolo gruppo, che favoriscano il mantenimento della funzionalità residua, la socializzazione ed il benessere complessivo. Ha, inoltre, lo scopo di offrire ai familiari sollievo temporaneo, sostegno mediante incontri psico-educativi per prevenire l’isolamento sociale, confronto, condivisione, aiuti materiali ed organizzativi.

 

Dipendenze

- Progetto “La sostanza della vita”: Un progetto di formazione e informazione sui temi del consumo/abuso di sostanze psicoattive, rivolto ai giovani adolescenti che vivono nelle comunità socio-educative del territorio provinciale ed ai loro educatori/adulti di riferimento.

Al suo interno è prevista un’azione macro di sensibilizzazione sul tema oggetto dell’intervento, rivolta a un target più ampio di cittadini interessati e/o interessabili (studenti, insegnanti, genitori, operatori sportivi eccetera).

 

Contrasto alla Povertà ed Esclusione Sociale

- Progetto “Last Minute Market”: LMM contribuisce alla riduzione dello spreco in tutte le sue forme, previene e riduce i rifiuti attraverso la valorizzazione dei beni invenduti con effetti positivi dal punto di vista ambientale, sociale, economico e nutrizionale. LMM ha messo a punto nel 2000 il primo sistema professionale in Italia di riutilizzo di beni invenduti della Grande Distribuzione Organizzata. Le attività di LMM si articolano intorno alle seguenti tipologie di prodotto:

LMM-FOOD:prodotti alimentari, eccedenze di attività commerciali e produttive;
LMM-HARVEST: prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo;
LMM-CATERING: pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva (es. scuole, aziende);
LMM-PHARMACY: farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza;
LMM-BOOK: libri o beni editoriali destinati al macero;
LMM-NO FOOD: tutti i beni non alimentari.

Immigrazione

- Progetto “Arcobaleno”: Da circa un decennio, grazie anche alle Politiche introdotte sul lavoro extracomunitario, assistiamo ad un aumento progressivo della presenza di lavoratori provenienti da paesi extracomunitari. Sappiamo che l´immigrazione è destinata a crescere nel prossimo futuro, qualsivoglia siano le politiche nazionali che verranno adottate. Questo flusso migratorio pone gli Enti locali nelle condizioni di adottare nuove strategie di accoglienza nei confronti delle persone/famiglie che scelgono di integrarsi nel nostro territorio. Politiche di integrazione che devono orientarsi all’assistenza e al sostegno culturale/ideologico delle persone extracomunitarie. Perché lo abbiamo denominato Arcobaleno? Quando dall’unione di più colori viene a crearsi qualcosa di unico, la perfetta armonia e coesistenza di colori, come soltanto la giusta coesistenza di popoli multietnici e multiculturali possono realizzare, nasce il nostro Progetto. Esso consiste nell’inserimento/orientamento rivolto a quei cittadini extracomunitari che, trovandosi nel nostro territorio ed operando la scelta di risiedervi, trovano accoglimento e supporto nella ricerca di una casa, nell’insegnamento della lingua, nell’inserimento nel mondo lavoro, nel disbrigo di pratiche, nel ricongiungimento familiare a causa della separazione dalle famiglie di origine,nella scolarizzazione, in poche parole nell’integrazione sociale.

Volontariato

- Progetto “Insieme per il cambiamento”: Rappresenta uno dei punti cardine intorno al quale è nato il nostro Movimento. Amici e conoscenti ritrovati in condivisione di una causa comune, volontari improvvisati senza statuto né organizzazione ma mossi solamente da uno spirito comune, da un ideale Universale: quello di collaborare per chi è in difficoltà e cioè:

Amore per il prossimo

 

Dopo l’emergenza non ci siamo disgregati, sentendoci invece maggiormente uniti e fortificati, consci del fatto che solo lottando insieme, coesi, si può realizzare qualcosa di grande e di concreto per tutti i nostri concittadini. All’inizio eravamo in pochi ma, spinti dalla determinazione e dalla voglia di cambiare lo stato attuale delle cose, non ci siamo scoraggiati ed abbiamo perseguito nel coltivare i nostri ideali. Ci siamo dati uno statuto, ci siamo organizzati, strutturati, ed abbiamo dato vita ad un’Organizzazione che, amplificando le ragioni che ci hanno uniti, ha avuto la possibilità di concretizzarli in forme di lotta (manifestazioni), e incontri con la cittadinanza e le istituzioni. Siamo cresciuti di numero ma i nostri progetti, come si può immaginare, per poter essere realizzati hanno bisogno di aiuto, dell’insostituibile sostegno dei nostri concittadini, del “darsi una mano” vicendevole perché l’emergenza non è ancora passata.

Nel nostro Programma si può trovare spesso la parola “Volontariato”, che consiste proprio nel darsi gratuitamente senza nessuna contropartita. Buona parte del nostro programma Assistenziale lo contempla e contribuisce a potenziare la nostra autostima, rigenerando nel contempo coloro che lo ricevono. Insomma, aiuta tutti a non sentirsi soli. Le nostre esperienze nel campo del Volontariato ci hanno trasmesso un messaggio chiaro e univoco:

Insieme possiamo modificare lo stato delle cose, dare un senso al nostro vivere.

Il ruolo insostituibile assunto oggi dal Volontariato, nella sua veste di custode naturale di ciascun territorio, è forza civile di tutela e protezione di ciascuna comunità. Esso merita non solo un pieno riconoscimento, ma anche un crescente sostegno pubblico per le dotazioni di mezzi, di materiali, di attrezzature, di formazione, preparazione e aggiornamento. Riteniamo che sia indispensabile per l'ottimale utilizzo delle energie che vengono offerte in aiuto della collettività e noi, consapevoli di questo, saremo partecipi di tutte quelle iniziative atte a promulgarlo e diffonderlo.

 

Altro

- sotto questa voce vogliamo includere tutti quei Progetti che, data la loro utilità applicativa, abbracciano diverse Macro Aree sopraelencate. Fra di essi possiamo citare:

- Progetto “Taxi Sociale”: Si tratta di un servizio volto a garantire accompagnamenti presso strutture sanitarie e socio - sanitarie pubbliche e private presenti all’interno del territorio provinciale. Gli obiettivi che si pone tale servizio sono:

- Miglioramento della qualità di vita dei cittadini che versano in condizioni oggettive di svantaggio;

- Agevolazione all’accesso ai servizi socio-sanitari.

 

- Progetto “La Banca del Tempo”: Il concetto è quello di mettere a disposizione degli altri il tempo che si ha in eccedenza per poi recuperarlo con altrettanta disponibilità da parte di chi ne ha inizialmente usufruito. Gli scambi più frequenti consistono in lavori di piccola manutenzione (la tapparella rotta, il rubinetto che perde), dog e cat sitting, accompagnamenti in auto, cucito e hobbystica (dal decoupage alla falegnameria). Con un minimo di coordinamento si può rendere un servizio ai cittadini praticamente a costo zero.

Sono stati indicati solo alcuni Progetti campione per Macro Aree. Ve ne sono, però, altri di diverse tipologie che contribuirebbero a rendere l’Istituzione locale realmente efficace, senza sperperi di denaro pubblico, utili a canalizzare le sinergie della popolazione tutta. Ciò renderebbe le Istituzioni sempre più vicine alle esigenze dei cittadini, li coinvolgerebbe direttamente e permetterebbe loro di essere attori e protagonisti di una Capoterra più Democratica e Funzionale. Sarà nostra esigenza primaria bandire, nel corso di una possibile legislatura, Concorsi progettuali inerenti le “Politiche Sociali del Territorio”, coinvolgendo giovani e non, residenti a Capoterra.

Questa è la Capoterra in cui crediamo! Dateci la possibilità di realizzarla.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE, CULTURA E SPORT

 

Seppure negli ultimi due anni, l’Amministrazione comunale di Capoterra, è intervenuta non poche volte per migliorare la situazione logistico - strutturale degli edifici scolastici (spesso su sollecitazione delle autorità scolastiche, dei docenti e dei genitori), con particolare riferimento agli ampliamenti delle scuole primarie di “Residenza del Sole” e “Su Loi”, al miglioramento di quella di “Frutti D’Oro” e dell’Infanzia di “Via Trento” (che ospita i bambini ed il personale scolastico della dismessa S.I. di “Rio San Girolamo”), molte altre cose rimangono da fare per poter ottenere risultati soddisfacenti e durevoli nel tempo, non solo dal punto di vista squisitamente edilizio.

 

Oltre al miglioramento quantitativo e qualitativo dei caseggiati, occorre intervenire di concerto con le autorità scolastiche (monocratiche e collegiali), per restituire alla Scuola pubblica, di ogni ordine e grado, quel ruolo e quella funzione di centralità educativa e formativa, fornendole tutto il supporto logistico e strutturale, funzionale e strumentale, nonché di sensibilità istituzionale, indispensabile soprattutto per le giovani generazioni, che si è progressivamente ma inesorabilmente indebolito nel tempo.

 

In un territorio vasto e variegato come quello del Comune di Capoterra, in cui le realtà scolastiche sono parcellizzate e sovente anche geograficamente lontane tra loro (come le lottizzazioni/residenze esistenti), sarà importantissimo, se non addirittura indispensabile, porre al centro della “politica del fare” la Scuola come punto di riferimento socio-culturale del/i quartiere/i, nel senso più esteso e significante del termine.

 

Una vera Comunità Educativa in cui non si svolgano solo le attività didattiche - educative e formative previste dal programma di studio e di lavoro, curricolare ed extra, ma un luogo ove si possano effettuare incontri, discussioni e interazioni/collaborazioni con la popolazione, su tematiche culturali, sociali e dei servizi; ove la biblioteca e/o la sala multimediale, informatica e/o audivisuale, possa essere utilizzata da un’utenza comunque registrata, in giornate ed orari concordati; ove gli spazi esistenti possano essere fruiti per lo svolgimento di iniziative e manifestazioni artistico - culturali e sportive, durante l’anno scolastico e, soprattutto, alla sospensione e/o al termine delle attività didattiche.

 

Per tutto quanto ciò premesso, il Movimento “Capoterra: Solidarietà - Pari Dignità”, consapevole di dover avviare un’attenta, seria e articolata programmazione, tesa alla risoluzione di tali problematiche, ha posto le medesime al centro del suo Programma politico ed elettorale, in particolare per:

 

-         aumentare il numero delle aule (laddove normativamente e tecnicamente possibile), destinate non solo alle attività didattiche cosiddette “curricolari” ma anche e soprattutto per la realizzazione di laboratori specialistici (tecnologia e informatica, ceramica e arti manuali, fotografia e audio-video, teatro e cinema, linguistica e scienze, eccetera), nonché delle palestre coperte, per lo svolgimento dell’educazione motoria e/o sportiva, negli edifici già esistenti, della scuola dell’infanzia e delle scuole dell’obbligo (primaria e secondaria di 1° grado);

-         incoraggiare e sostenere fattivamente le attività didattico - educative di Tempo Pieno (40 ore con servizio mensa) e/o di Tempo prolungato, favorendone l’estensione ad altre scuole e classi (anche con aiuti economici, logistici e strumentali), rispetto a quelle già attivate nel 1° e nel 2° Circolo didattico;

-         migliorare le condizioni di sicurezza e funzionalità degli edifici esistenti, attraverso una rapida e inderogabile attività di realizzazione di quanto prescritto dalla normativa al riguardo vigente (con particolare riferimento al D.Lgs. n, 81 del 9 aprile 2008);

-         svolgere, di concerto con le autorità scolastiche, “test” di simulazione antincendio e/o altre emergenze, con evacuazione degli edifici e il raggiungimento dei punti di raccolta prestabiliti, altrimenti definiti “zone di accoglienza” esterne, previste dal Piano di Emergenza comunale, da armonizzarsi con quelli specifici adottati nei singoli caseggiati dalle autorità d’ambito;

-         costruire nuovi edifici, in località inequivocabilmente sicure dal punto di vista idrogeologico, adeguatamente dimensionati e razionalmente strutturati, sulla base delle oggettive esigenze, non solo di quelle attuali ma anche di quelle prossime venture, soprattutto nel settore degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e primarie;

-         utilizzare le strutture scolastiche comunali esistenti, in accordo con gli organi monocratici e collegiali deputati, nel periodo estivo di sospensione delle attività didattiche, per lo svolgimento di iniziative culturali, manifestazioni sportive e di spettacolo varie, rivolte alla cittadinanza tutta e ai turisti (per esempio durante la cosiddetta “Estate capoterrese”);

-         studiare concretamente la fattibilità, sempre di concerto con le autorità scolastiche, di potere ospitare nelle scuole, durante la pausa estiva, manifestazioni relative a scambi culturali con docenti, alunni e studenti di altre scuole, sia della ns. regione che nazionali ed estere, anche “trasformando” momentaneamente i caseggiati in una sorta di” ostelli della gioventù” o dei “campus formativi” su particolari tematiche;

-         sviluppare i rapporti di collaborazione con gli Istituti Superiori del territorio, per il loro sostegno allo sviluppo di sistemi di controllo della qualità del servizio erogato, al fine di qualificarne ulteriormente l’attività di formazione ed invertire l’attuale flusso migratorio di “pendolarismo” studentesco verso il capoluogo, con l’intento di farli assurgere a poli di attrazione per i comuni limitrofi;

-         promuovere azioni di collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Cagliari, per l’insediamento di altri Licei, al fine di completare e migliorare l’offerta formativa dell’area;

-         promuovere corsi di formazione per gli operatori economici del territorio e realizzare le condizioni favorevoli allo sviluppo delle attività delle associazioni culturali, anche tramite il riconoscimento del loro ruolo sinergico con l’Amministrazione comunale, attraverso la congrua incentivazione e il supporto alle iniziative di qualità, per la complessiva crescita della comunità capoterrese. Al riguardo potrà tornare molto utile la istituzione di un Albo ufficiale delle associazioni no-profit e onlus, ufficialmente riconosciute e regolarmente registrate, operanti nei settori dell’animazione sociale, del soccorso, dell’arte e della cultura, anche per la definizione di interventi coordinati in occasione di particolari iniziative territoriali. Sarebbe assai utile riuscire a trovare una sede di ritrovo per queste realtà sociali, ovvero realizzare una segreteria interassociativa, ove potersi scambiare informazioni ed esperienze, anche attraverso la strutturazione ed immissione in Rete di un apposito sito web;

-         creare e riconvertire spazi pubblici da adibire a Centri Culturali Polivalenti, in cui sia possibile effettuare da parte delle associazioni locali, da organismi esterni accreditati e, più in generale, dalla cittadinanza tutta, iniziative, manifestazioni e rassegne nei più svariati settori (Arti Visive: mostre di artigianato, grafico-pittoriche, cinema, fotografia e scultura – Musica: corsi di formazione musicale, anche attraverso il potenziamento della specifica scuola civica, concerti, jam-session – Teatro: rappresentazioni in lingua italiana e sarda, corsi di recitazione e dizione, eccetera. – Tradizioni popolari: valorizzazione della lingua e della cultura, della Sardegna in generale e di quella locale in particolare – Conferenze, convegni, riunioni, seminari, stage, sui più svariati argomenti – Potenziamento delle attività di Ludoteca e Biblioteca già avviate nel territorio);

-         realizzare, possibilmente nella zona mediana tra il centro storico ed i quartieri/residenze periferici (esempio c/o “S. Angelo”), una cittadella museale e/o complesso culturale e sportivo polivalente, anche “riconvertendo” adeguatamente strutture parzialmente già esistenti, in grado di offrire dignitosa accoglienza ad iniziative, manifestazioni e spettacoli, in tutti i settori componenti lo scibile umano, anche al fine di veicolare su Capoterra eventi di rilievo regionale, nazionale e internazionale, per la realizzazione delle condizioni materiali per una “ricaduta” economica e sociale e la promozione integrale del ns. territorio;

-          valorizzare tutti i beni culturali presenti nel territorio (materiali e immateriali), a partire dall’antica torre esistente in località “Torre degli Ulivi”;

-          mettere in attività la Casa padronale “Spadaccini” di “Su Loi”, che può benissimo coniugare, stante gli spazi a disposizione, esigenze museali permanenti e attività socio – artistiche - culturali, con un ambiente dedicato al ristoro ed altri afferenti ad uffici e servizi comunali, nel quadro di un decentramento amministrativo e civico, più volte auspicato e richiesto dalla cittadinanza, da associazioni, comitati, gruppi e movimenti.

In questo particolare periodo, conseguente all’alluvione che ha devastato la scuola materna di Rio S. Girolamo, almeno tre ambienti potrebbero essere dedicati provvisoriamente ad ospitare quegli alunni che, per motivi logistici, sono costretti a frequentare un plesso del Centro Storico;

-         concretizzare una costante e puntuale fruibilità, a livello sociale e culturale, di “Casa Melis” e degli altri spazi comunali esistenti, attraverso una più articolata programmazione e gestione, spaziale e temporale delle iniziative che devono assumere sempre più una connotazione di qualità e “continuum” realizzativo;

-         promuovere e sostenere adeguatamente l’attività dell’Associazione della “Pro Loco” di Capoterra, al fine di consentirle di divenire basilare punto di riferimento per tutte quelle iniziative che promuovono il turismo, la cultura, la socializzazione, la salvaguardia e la valorizzazione dell’Ambiente e delle tradizioni locali tutte;

-         promuovere, sostenere e valorizzare ulteriormente, la conoscenza e la diffusione della Lingua e della Cultura della Sardegna, sia con iniziative autonome che in collaborazione con le scuole locali e/o altre entità educative e formative territoriali e non;

-         recuperare il ruolo strategico che le scuole, ad ogni ordine e grado esse appartengano, rivestono all’interno di una comunità; fornire tutte le condizioni essenziali, strutturali e strumentali, per potersi esprimere al meglio e fare in modo che l’Amministrazione comunale instauri un fattivo e costante rapporto di collaborazione con tutte le componenti, individuali e collegiali, di questo importantissimo comparto civile, didattico, istruttivo e formativo, per costruire insieme dei percorsi di formazione permanente, che siano realmente di supporto allo sviluppo della nostra collettività e dei giovani in particolare;

-         fornire tutta l’assistenza possibile, affinché la Scuola possa consolidare e sviluppare forme di collaborazione sempre più stretta con le Associazioni territoriali, gli Enti Pubblici, le ASL, il MIUR e l’Università, per una migliore programmazione dell’offerta formativa, la realizzazione di progetti e servizi, da svilupparsi anche nel periodo estivo, al fine di contrastare in modo efficace il disagio, la dispersione scolastica e l’analfabetismo di ritorno, promuovere la continuità fra i diversi cicli e ordini di studio, l’orientamento scolastico e professionale, favorire i processi di inserimento e di integrazione dei diversamente abili e degli extracomunitari;

-         favorire la nascita di un Centro di Programmazione Territoriale (CPT), che lavori in stretto raccordo con tutte le realtà scolastiche e socio-culturali esistenti all’interno del Comune;

-         completare e/o ripristinare, con eventuali migliorie, le strutture già avviate ed esistenti; realizzare contestualmente infrastrutture logistiche e operative per la pratica dei vari sport, con particolare attenzione a quelli definiti come “minori”, attraverso la creazione di campetti multivalenti diffusi nell’intero territorio comunale.

-         dotare le scuole di adeguate risorse finanziarie (cosiddetti “fondi di rotazione”), rapportati alle loro dimensioni e alle oggettive necessità operative, al fine di consentire interventi in proprio, tempestivi ed efficaci, per quanto attiene le manutenzioni di carattere ordinario degli edifici, degli arredi e degli strumenti tecnici ivi locati;

-         svolgere almeno tre riunioni annuali (iniziale, intermedia e terminale), con gli “staff” dirigenziali delle singole realtà scolastiche (D.S., Direttore SS.GG.AA. e Presidente C.d.C. o Istituto), per fare il punto della situazione complessiva e stabilire di comune accordo gli interventi da compiersi in merito alle “manutenzioni di carattere straordinario” e altre attività importanti e/o urgenti. 

 

SPETTACOLO

Il nostro territorio accusa la mancanza di strutture di aggregazione ed è una lacuna che il MOVIMENTO si propone di ovviare. Naturalmente si deve rifuggire dalla tentazione propagandistica di promettere strutture faraoniche, che sarebbero costose da realizzare e da gestire, ed oltre a questo potrebbero rivelarsi inutili. Si deve invece puntare alla ristrutturazione di centri già esistenti e male (o per niente) impiegati come si è già esaminato all’interno di altri argomenti quali lo sport, il turismo, la cultura e l’istruzione.

 

 

SPORT

Nel vastissimo territorio di Capoterra non mancano certamente gli impianti sportivi sia per quantità che per qualità .

Purtroppo, tutte le precedenti amministrazioni hanno valorizzato e potenziato solo ed esclusivamente il centro storico, ubicando gli impianti in zone non accessibili da parte della popolazione delle zone periferiche adiacenti alla SS 195.

Capoterra è forse l’unico paese in Provincia di Cagliari o forse in Sardegna con “ben” due campi di calcio in erba naturale; il Comunale “Santa Rosa”, ai piedi dell’omonimo quartiere al nord del paese e il campo comunale in viale Trento, destinato ad uso esclusivo del Rugby. I due impianti sono già dotati di tribune e a breve l’uscente amministrazione farà la copertura al comunale Santa Rosa.

Il campo comunale Santa Rosa è dotato di pista sintetica per Atletica Leggera.

Inoltre c’è il campo della Vigor nella zona Nord Est del paese, che sta per essere ultimato in erba sintetica di ultima generazione.

E’ in uso il centro sportivo comunale polivalente “su Suergiu”, adiacente al cimitero comunale, con un altro campo di calcio regolamentare, due campi da calcetto in erba sintetica di ultima generazione e due campi da tennis.

Il palazzetto dello Sport è ultimato ed in funzione, ubicato nella zona nord ovest del paese, in prossimità di via Bari.

La piscina è nella parte Nord Est all’uscita dal paese, e può essere raggiunto solo dopo aver attraversato il corso Gramsci ed essersi lasciati alle spalle il parco Liori (anche esso completamente attrezzato per concerti, passeggiate, campi da tennis), luogo di ritrovo per bambini e famiglie. Percorrendo quella strada ci si ritrova sulla pedemontana per Uta. Pensare di partire da un qualsiasi quartiere periferico e raggiungere la piscina in breve tempo è impensabile perché bisognerebbe attraversare tutto il paese, contribuendo a rendere ancora più caotico il traffico disordinato che si può osservare nel centro storico. A conti fatti, partendo da uno qualsiasi di tali quartieri, si arriva molto prima agli impianti Rari Nantes Cagliari – Calata dei Trinitari - o in viale Elmas all’impianto Atlantide. Tutte le scelte sono state orientate a concentrare questa serie di servizi in uno spazio esiguo. A conferma di ciò si è pensato di realizzare il teatro all’aperto sempre ai confini Nord del paese, in prossimità del cimitero.

Al di fuori del centro storico sono presenti:

-             il campo di calcio di Frutti d’Oro, che va avanti con tutta la buona volontà di alcuni componenti il gruppo sportivo omonimo e con le poche risorse autofinanziate dagli stessi;

-             il campo di calcio di Su Loi, gestito interamente dalla Parrocchia, che esegue a proprie spese tutti gli interventi e sostiene gli elevati costi di gestione. Tali impianti sono attualmente frequentati da 120 atleti nelle fasce di età dai 6 anni in poi.

Mentre la strada che porta al campo è asfaltata fino alle scuole elementari di Su Loi, il tratto successivo è costituito da un sentiero dissestato, alla cui manutenzione contribuisce anche la Parrocchia.

Resta poi la Palestra della Scuola Media di Frutti d’Oro, che risulta essere edificata solo per mezzo lotto, ed è attiva e gestita dalla parrocchia fino dal 1990 circa. A giorni alterni e, al massimo due volte a settimana, si svolgono attività di basket e di volley della PGS Audax. L’impianto è frequentato da circa 200 atleti.

Nella Nuova Scuola di Via Trexenta è attiva la palestra, mentre la palestra recentemente realizzata in Via Trento (zona est del paese), è adibita ad uso esclusivo della locale società sportiva di volley.

L’oratorio fornisce un campo da tennis per l’attività ufficiale del settore.

Nel quartiere di Poggio dei Pini la cooperativa ha realizzato degli impianti che sono stati devastati dall’alluvione del 2008.

 

ORAMAI QUEL CHE E’ FATTO RESTA FATTO E I RISULTATI, IN TERMINI DÌ DISAGEVOLE FRUIBILITA’, RESTANO A SIGNIFICARE LO SCARSO INTERESSE RIVOLTO DAGLI AMMINISTRATORI VERSO GLI ABITANTI DELLE ZONE PERIFERICHE, DESTINATI A FARE LA PARTE DEGLI SPETTATORI NEI CONFRONTI DÌ CHI RISIEDE NEL CENTRO STORICO.

Da questa analisi ne consegue una proposta per l’immediato futuro:

  1. adeguamento immediato della Palestra di Frutti d’Oro;
  2. realizzazione di una Strada periferica che, da “circonvallazione”, consenta il raggiungimento della Piscina Comunale senza passare per il paese;
  3. realizzazione di uno dei due campi di calcio situati in periferia in erba sintetica, così come il mini campo da calcio a 7 presso gli impianti del GS Frutti d’Oro;
  4. sistemazione, in via definitiva, del tratto finale di strada che porta al campo di calcio di Su Loi;
  5. adeguamento di tutti i percorsi pedonali adiacenti alle strade più trafficate: Statale 195, Raccordo Provinciale 71 e strade locali, per favorire l’attività libera e in sicurezza sia del Running che quella svolta in bicicletta. Potrebbero anche essere previsti punti di sosta e ristoro nelle zone di Su Spantu, Baccalamanza, Torre degli Ulivi, La Maddalena Spiaggia, Rio San Girolamo e Poggio dei Pini;
  6. creazione, nella zona di Rio San Girolamo, di un percorso polivalente e a più livelli di quota da dedicare a verde pubblico e a percorsi misti ciclabili e impianti per il tennis;
  7. proporre e promuovere annualmente, preferibilmente in primavera, la passeggiata ecologica aperta a tutte le fasce d’età, che copra l’intero perimetro dell’Area del Comune di Capoterra e utile per favorire l’incontro e la conoscenza di tutta la popolazione con pranzo finale per tutti;
  8. aggiungere alla lista delle attività estive la gara di corsa puramente amatoriale denominata: UNITI CORRENDO. Con partenza da un punto prefissato, raggiungere le vette delle montagne capoterresi (avvalendosi di cittadini che conoscono i luoghi) per riscendere a valle e concludere la gara dopo essere passati lungo il tratto costiero;
  9. dedicare alcuni fine settimana dell’anno all’Open Day rivolto ai bambini che praticano o no attività sportive, favorendo loro la conoscenza delle strutture presenti nel territorio comunale, ivi compresi i maneggi locali, al fine di indirizzarli a scegliere lo sport da loro preferito.

Considerata l’alta partecipazione dei giovani alle tante attività sportive, data l’alta incidenza di infortuni, promuovere l’apertura di un centro fisioterapico e riabilitativo qualificato con personale locale (Medicina dello sport, ortopedia, fisiatria e fisioterapia) e, in alternativa, creare un appoggio a strutture già avviate di Cagliari (sarebbe utile, in tal caso, verificare la possibilità di accompagnare i fruitori di tali servizi). Nel contempo sarebbe auspicabile favorire e organizzare conferenze sullo sport a Villa Spadaccini.

 

 

AMBIENTE - ENERGIA - RISORSE

Quello della salvaguardia ambientale è un tema dal quale nessuno può permettersi di prescindere. A livello mondiale, la dissipazione delle risorse naturali ed il disinteresse nei confronti dell’ecosistema stanno comportando danni che potrebbero rivelarsi irreversibili e che possono essere arrestati solo con un totale cambiamento del modus agendi della politica. A tal proposito, tutti (a partire dalle piccole realtà come la nostra) devono sentirsi responsabilizzati a porre un freno nei confronti di un modello di sviluppo che si sta rivelando distruttore dell’equilibrio planetario.

Su scala locale, il nostro Movimento ritiene non più rinviabile una migliore organizzazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, innanzitutto per i già citati motivi di salvaguardia ambientale, poi per ragioni strettamente economiche, migliorando il servizio reso ai cittadini.

È dovere del Comune, e noi promettiamo il massimo impegno in questo campo, favorire la produzione di energia ricavata da fonti pulite. Gli edifici di pertinenza del Comune dovranno, preferibilmente, dotarsi di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

I problemi sono tanti e fra questi abbiamo individuato la necessità di:

-          migliorare la percorrenza sulla SS 195, sia essa pubblica o privata, nonché la sicurezza dei collegamenti e delle reti;

-          realizzare un pronto soccorso, decentrando gli uffici comunali, postali e della polizia municipale;

-          realizzare il porticciolo di Maramura con un’area da destinare al ricovero delle imbarcazioni, alla protezione civile e all’approdo dei mezzi autorizzati alle visite guidate all’intermo dell’area lagunare, recuperando l’antica cappella di Santa Maria, oggi inglobata nei ruderi dell’ex discoteca “il Veliero” di proprietà della famiglia Cadelano, nonché ciò che si può recuperare del percorso della vecchia linea ferroviaria (prima in assoluto in Sardegna), che dalla miniera di San Leone portava i minerali alla banchina di Maramura;

-          provvedere alla realizzazione di opere sottomarine volte alla preservazione delle coste, attraverso la formazione di banchi di molluschi e di mitili in grado di arginare la forza delle onde e favorire le attività sportive e diportistiche (come realizzato con successo in alcune spiagge dell’Australia);

-          provvedere a realizzare un centro di pronto intervento e di sicurezza ambientale che costantemente attui delle azioni di monitoraggio del territorio di Capoterra, sia per la sua riconosciuta particolare precarietà idrogeologica, sia per la vicinanza alle industrie petrolchimiche site in aree confinanti al territorio comunale; analoga attenzione dovrà essere posta all’impianto di compostaggio, incenerimento rifiuti ecc.;

-          agevolare ogni forma di risparmio energetico ed utilizzo di energie alternative rinnovabili e di buone prassi ecologicamente corrette;

-          sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico, nel rispetto dei vincoli paesaggistici, con contributi/finanziamenti comunali;

-          difendere l’ACQUA PUBBLICA considerando il servizio idrico UN BENE COMUNE E NON UNA MERCE;

-          favorire la formazione di società giovanili alle quali trasferire la gestione di attività turistiche, culturali e ricreative, nonché la formazione di attività commerciali coerenti con il piano pluriennale di sviluppo sostenibile di cui il Comune si dovrà dotare;

-          favorire l’edilizia agevolata per le giovani coppie e creare una residenza assistita comunale di soggiorno per anziani.

-

ECONOMIA - LAVORO - AGRICOLTURA – TURISMO

 

Capoterra è uno dei Comuni della Sardegna che, negli ultimi dieci anni, ha avuto un incremento demografico tra i più alti dell'isola ed una vistosa trasformazione urbanistica. Ormai, è identificato da un insieme d'insediamenti abitati distribuiti in tre località diverse, distanti tra di loro alcuni chilometri (circa cinque in linea d'aria).

 

Analisi territorio (riferimento demografico)

Superficie totale                                               68,5 Kmq (fonte Wikipedia)

Densità di popolazione   (valore assoluto)            351,36 ab/Kmq (24046/68,5)

Località

  1. Centro storico                           NUCLEO ORIGINALE
  2. Poggio Dei Pini                         zona monte                  insediamento successivo agli anni ‘80
  3. Residenza del Poggio               zona collinare insediamento successivo agli anni ‘80
  4. La Maddalena zona costiera insediamento successivo agli anni ‘80
  5. Frutti D’Oro                              zona costiera insediamento successivo agli anni ‘80
  6. Rio San Girolamo                      zona costiera insediamento successivo agli anni ‘80
  7. Su Spantu I – II – III                   zona costiera insediamento successivo agli anni ‘80
  8. Torre Degli Ulivi             zona costiera insediamento successivo agli anni ‘80
  9. zone collinari e zone monte a nord – terreni agricoli e zone incolte

Partendo dal 1981 (abitanti 12208) a gennaio 2011 (24.046 abitanti), la popolazione raddoppia e, vista la suddivisione dei votanti nel 2006, l’incremento di popolazione si insedia quasi totalmente nella zona costiera, precedentemente a vocazione agricola.

Le conseguenze dell’espansione urbanistica sulla costa sono state:

  1. espianto di vigneti, agrumeti, uliveti (sono stati concessi finanziamenti per l’espianto delle vigne);
  2. abbandono dell’agricoltura tradizionale a pieno campo;
  3. i nuovi insediamenti sono abitati da persone che provengono per la maggior parte da Cagliari e non hanno creato nuovo tessuto economico/produttivo:

-          Possono essere dipendenti pubblici/privati che lavorano a Cagliari e quindi per definizione continuano a essere “consumatori Cagliaritani”;

-          Si inseriscono nella zona industriale del Comune di Sarroch (Saras e relativo indotto) e del Comune di Assemini (zona industriale di Macchiareddu);

Per poter ripensare il territorio è necessario tener conto del grande cambiamento della società in generale, cambiamento che è già cominciato a livello globale. Siamo già in periodo post-industriale; ambiente e risorse energetiche sono gli argomenti prioritari che non possono essere ignorati in quanto la loro corretta e moderna gestione sarà protagonista del nostro futuro.

Già dall’approccio le istituzioni devono essere coscienti che il cittadino deve essere reso partecipe delle scelte da fare e non far cadere “dall’alto” decisioni già prese a prescindere; solo così i cittadini potranno vivere il cambiamento assumendo anche i necessari comportamenti di vita quotidiana. Molto spesso si dimentica che ecologia ed economia vanno di pari passo, nel senso che noi non possiamo sfruttare le nostre risorse ambientali senza tenere presente che queste risorse sono in pericolo, in quanto l’ambiente è molto sensibile. Allo stesso tempo però proteggere l’ambiente non deve assolutamente significare arrestare l’economia, ma devono poter andare avanti di pari passo, e quindi si devono adottare principi di sviluppo sostenibile tenendo presente che le risorse sono sì rinnovabili ma non illimitate.

 

Capoterra è un luogo problematico in quanto cresciuto disordinatamente, con cittadinanza non coesa, con tessuto economico/produttivo fragile perché non sviluppato sul territorio comunale, ma dipendente dalle zone industriali limitrofe. Possiamo immaginare che fra 10/20 anni la civiltà del petrolio finirà ed aree come la Saras, Syndial e poli chimici vari saranno fortemente ridimensionate, oppure spariranno e comunque si trasformeranno in qualcosa che oggi non riusciamo neanche ad immaginare.

La politica è progettazione del futuro oltre che gestione del presente. Quindi dobbiamo riprogettare il nostro sistema in questa ottica.

In un certo senso Capoterra è terreno vergine per una società che nei prossimi anni sarà profondamente diversa da quella odierna. Non bisogna smantellare nulla: si può ricominciare potenziando quello che c’è e costruire qualcosa di nuovo. Con intelligenza e razionalità, le debolezze intrinseche si possono trasformare in opportunità; possiamo vivere da protagonisti l’inevitabile cambiamento e non subirlo passivamente.

 

Un percorso dinamico per Capoterra

Sviluppo e crescita

  • Sviluppo
  1. Sviluppo = crescita : una società si sviluppa se la sua economia cresce
  2. Integrazione , comportamento sociale e ambiente sono fattori funzionali alla crescita
  3. Sviluppo = crescita = miglioramento qualitativo
  4. Sviluppo implica l’accettazione di valori sociali e naturali
  5. Sviluppo come espressione delle potenzialità locali
  6. Sviluppo per garantire la difesa dell’ambiente
  7. Sviluppo e crescita = miglioramento qualitativo e quantitativo
  • Crescita

 

Economia e lavoro

argomento

azione

obiettivo

 

 

Semplificazione burocratica

  1. Facilitare la comprensibilità del linguaggio amministrativo
  2. Accelerare la conclusione dei procedimenti in corso
  3. Creazione di un portale online sul quale cittadini e imprenditori possono segnalare le disfunzioni della macchina burocratica e suggerire soluzioni alle criticità segnalate
  4. Aderire all’iniziativa regionale :

“SPORTELLO IMPRESA ITINERANTE” iniziativa ideata per offrire alle imprese in avvio nel Sud Sardegna un supporto di

assistenza dislocato sul territorio. 

Semplificare amministrando;

ridurre gli oneri amministrativi a carico delle piccole e medie imprese (quelle che soffrono di più dei carichi burocratici). Lo scopo è quello di migliorare la competitività, ma anche quello di ridurre i costi per la collettività.

Ingenti risorse si buttano via a causa di vincoli burocratici eccessivi o addirittura inutili.

 

 

 

 

 

 

 

Lavoro giovanile

  1. Organizzare corsi di orientamento per giovani in cerca di occupazione
  2. Mettere in rete e potenziare lo sportello “INFORMAGIOVANI” gestito dal Comune (es. Assessorato alle Politiche Giovanili)
  3. Creare, attraverso la formazione, sinergie con agricoltura e turismo
  4. Promuovere stage di lavoro presso aziende del territorio e aziende ubicate nelle zone industriali dei comuni limitrofi

 

 

  1. Concordare con le altre istituzioni (es. Regione) la destinazione ai giovani imprenditori di una parte consistente delle agevolazioni/contributi economici

 

Progettare politica attiva per il lavoro giovanile.

 

Sviluppare la comunicazione tra imprese e giovani in cerca di occupazione (incontro domanda e offerta)

 

Favorire la nascita di imprese giovanili.

 

Promuovere il sostegno formativo da parte delle aziende più avanzate a favore di quelle meno organizzate che, attraverso il coinvolgimento in processi produttivi e commerciali più avanzati, possono ridurre le difficoltà che in genere caratterizzano le imprese più giovani.

 

Canalizzare le agevolazioni / contributi economici su imprese preparate a qualificare le produzioni locali.

Artigianato

  1. Promuovere la riscoperta dei vecchi mestieri
  2. Sostenere la piccola impresa familiare come le produzioni casalinghe di prodotti tipici locali.

Sostenerla con contributi pubblici e semplificazione burocratica.

Istituire presso il Comune una commissione tecnica per lo studio delle leggi a favore delle piccole imprese, collegata all’utenza tramite uno sportello di informazione in grado anche di semplificare l’iter burocratico richiesto per l’accesso delle agevolazioni a favore delle attività imprenditoriali

  1. Allestire un piccola mostra permanente di “arti e mestieri” del territorio
  2. Agevolare le iniziative per   mercatini periodici dell’artigianato

Promuovere l’attività artigianale ed il relativo commercio dei prodotti locali in sinergia con il turismo.

 

Far emergere l’economia artigianale sommersa, sviluppatasi oggi come economia di sussistenza a causa della crisi economica.

 

 

 

 

Imprese

 

  1. Promuovere e agevolare lo sviluppo del tessuto produttivo del territorio nel rispetto dei valori ambientali e del risparmio energetico
  2. Monitorare nuove possibilità di attività produttive e agevolarne la nascita (es. ittiocoltura nella zona lagunare).

 

Concettualmente agevolare le imprese che :

-          utilizzano forza lavoro residente in     Capoterra;

-          utilizzano fonti di energia rinnovabile (es. pannelli solari, impianti fotovoltaici, ecc.);

-     producono senza danni per l’ambiente e il paesaggio e, in caso di cessata attività, assicurino il ripristino del luogo.

 

Agricoltura e acquacoltura

Attraversando tutto il territorio di Capoterra, ci si rende conto di quanto sia diversificato e delle numerose potenzialità utilizzabili con spirito di iniziativa.

Proviamo a trasformare le debolezze in opportunità :

abbiamo la zona collinare e la zona monte. Sono una vera ricchezza.

Negli anni queste zone sono state gradualmente abbandonate; oggi possono essere di nuovo sviluppate a favore di agricoltura e turismo rendendole così produttive.

Nella zona collinare si può sviluppare :

-          Agriturismo

-          Coltivazione di erbe officinali – anche recuperando terreni oggi abbandonati o incolti 

-          Agricoltura biologica

-          Rianimare le coltivazioni in serra

Le coltivazioni serricole in passato erano sviluppate; oggi nel territorio si vedono molte serre dismesse. Le proposte per riattivarle possono essere diverse. E’ necessario massimizzare la produzione orientandosi per differenti produzioni, ad esempio diminuire la produzione del pomodoro ed espandendo la produzione di fiori recisi, delle piante ornamentali, delle essenze mediterranee e della produzione vivaistica in genere.

-          Sperimentazione nuove colture per biocarburanti

non mais , ma per esempio la Jatropha , coltivazione già sperimentata in Puglia con la collaborazione dell’Università di Bari.

Spremendo i semi di Jatropha, una pianta parente del ricino, si ricava un olio che dopo un semplice filtraggio può essere usato nei motori diesel come biocarburante, con un impatto zero in termini di emissioni di anidride carbonica. La resa per ettaro coltivato è di quattro volte superiore a quella della soia e di dieci volte maggiore del mais: un ettaro di Jatropha può produrre fino a 1.900 litri di carburante. Originaria dell'America Latina, la Jatropha si è ora diffusa in tutte le zone aride e semi-aride delle regioni tropicali del pianeta, per la sua resistenza ai climi secchi e per la capacità di crescere in suoli poco fertili.

La Jatropha è un fertilizzante naturale: le sue foglie residue arricchiscono il suolo e difendono dalla desertificazione (la pianta cresce anche in condizioni di scarse precipitazioni ed è capace di sopravvivere tranquillamente a due anni di siccità). Con i residui della spremitura, si può ottenere un eccellente fertilizzante semplicemente aggiungendo dell'acqua. I semi hanno un contenuto d'olio che si avvicina al 40% e che promette di diventare un valido sostituto, con una piccola modifica, del gasolio nei motori diesel. La Jatropha brucia senza fare fumo e profuma, dal punto di vista delle emissioni serra, può essere considerata carbon neutral: durante la combustione emette quantità irrisorie di anidride carbonica. La pianta ha una vita fra i 40 e i 50 anni. L'India ha incluso questa pianta nel piano varato lo scorso anno per raggiungere l'indipendenza energetica entro il 2012.

 

Acquacoltura - itticoltura

È un settore già presente in Sardegna. Potrebbe nascere nella zona lagunare, anche in forma di cooperativa e, come altre produzioni locali, potrebbe rilanciare l’agricoltura di qualità.

E’ un settore considerato una opportunità per la pesca; è seguito con favore dagli Enti locali e quindi i nuovi imprenditori possono avere l’appoggio delle Istituzioni in tal senso. Ecco quanto ha dichiarato l’Assessore Regionale dell’agricoltura Andrea Prato il 3 dicembre 2010 durante un convegno :

“L’acquacoltura rappresenta già oggi una nuova opportunità e una realtà produttiva che interessa diverse zone a mare della Sardegna, in particolare quella algherese che sta raggiungendo livelli di qualità di processo e di prodotto elevati e che riscontrano sempre più interesse anche da parte dei consumatori». L’assessore ha aggiunto: «La Regione crede molto nella sardità e nella valorizzazione delle sue produzioni, anche del comparto pesca. E intende investire su un ulteriore sviluppo dell’acquacoltura intensiva con particolare riferimento alla maricoltura, che da una parte tende a razionalizzare e a non impoverire ulteriormente gli stock della risorsa-pesce, e dall’altra garantire ai nostri operatori ittici - ha concluso Prato - uno sviluppo economico sostenibile».

In conclusione il settore agricoltura, non è soltanto tutore dell'ambiente, ma può essere protagonista nel rilancio dell'agricoltura di qualità della Sardegna. Come sempre la strada per raggiungere questi obiettivi passa dall’interazione Politica/Cittadini. Una politica attiva di sviluppo rurale orientata al mercato attua queste azioni:

  • incentiva e promuove la formazione e l’informazione;
  • individua i settori in cui il sostegno a favore dello sviluppo rurale crei il maggior valore aggiunto per il proprio territorio;
  • garantisce che ci sia un collegamento coerente tra la politica economica e l’ambiente;
  • sostiene progetti basati sull’esperienza acquisita e sui prodotti locali al fine di rispondere a problemi locali;
  • riserva equamente al settore agricolo stanziamenti pubblici e controlla che siano affidati a imprese preparate a gestirli in maniera efficiente;
  • sistema la viabilità rurale la cui carenza spesso è causa di insufficienza commerciale per le imprese (difficoltà di transito, tempi di consegna da rispettare, ecc.).

 

Turismo

La Sardegna è universalmente conosciuta per le proprie bellezze naturali ed è considerata un’ambita meta turistica.

Il territorio di Capoterra ha assunto un comportamento statico in questo senso. Il turista è turista di passaggio verso altre località della costa : Pula, Chia, Teulada, ecc.

Eppure il nostro territorio presenta numerose opportunità e possibilità di sinergie.

zona monte: che con i suoi boschi non è soltanto paradiso dei cacciatori, ma si presta a :

  • soggiorni in agriturismo
  • passeggiate e percorsi di trekking
  • ippovie (turismo equestre) in sinergia con il Parco Naturale del Monte Arcosu di Uta
  • percorsi guidati in sinergia con l’Oasi del WWF raggiungibile da Santa Lucia
  • visitare siti di archeologia mineraria (miniera di S. Leone – Assemini – raggiungibile da Santa Lucia - Capoterra)

zona mare : la nostra Maddalena spiaggia è conosciuta e amata, a livello nazionale, da chi pratica Kite surf e vela

Il nostro programma di sviluppo per il turismo

  • Riorganizzare la PRO-LOCO (gestita dal Comune) perché sia un vero riferimento efficiente per i turisti, con puntualità di informazioni in merito alla ricettività e ai servizi presenti sul territorio, materiale illustrativo completo di riferimenti in merito a orari di apertura dei siti di interesse turistico, eventi/manifestazioni di interesse turistico in calendario. Enfatizzarne la visibilità anche ai turisti di passaggio con cartellonistica/indicazioni adeguate.
  • Attraverso il sito Internet stimolare in maniera più dinamica la curiosità del turista dando maggiore visibilità ai diversi aspetti del territorio ; aggiornare il sito in TEMPO REALE circa gli eventi, manifestazioni e quant’altro di interesse turistico è in calendario nella zona.
  • Organizzare periodicamente, specialmente in estate, manifestazioni turistiche e concentrare il commercio artigianale in determinate zone del territorio e in queste creare attrattive di vario genere per attirare turisti e consumatori provenienti dai comuni limitrofi (Assemini, Decimomannu, Pula, ecc).

Esempio: in estate creare isole pedonali con spettacoli in strada, giocolieri, piccoli teatrini di strada, attività queste che potrebbero essere affidate a giovani studenti ai quali può far comodo qualche piccolo guadagno stagionale; shopping sotto le stelle con degustazione di prodotti tipici.

Si potrebbero organizzare mostre mercato delle attività caserecce mostrando come si fa la fregola, gli gnocchi, ecc.; si possono organizzare dei corsi per tramandare queste tradizioni ai giovani i quali potrebbero tradurle in vere risorse economiche.

  • Organizzare un’area attrezzata per camper (su area comunale e che impieghi forza lavoro residente in Capoterra) predisponendo un’area di sosta ben dislocata strategicamente ed integrata nella realtà locale, e non un grande spazio al di fuori dal Comune.

Potrebbe essere adatta la zona di Maddalena spiaggia adiacente Maramura, prevedendo un’area attrezzata per circa 50 camper.

Con un impegno economico modesto è possibile garantire durante tutto l’arco dell’anno flussi ordinati di visitatori, puntando oltre che sulla quantità anche su un turismo di qualità.

  • Valorizzare il territorio ossia recuperare vecchi edifici di interesse storico e culturale, ma ormai in decadimento.

Esempio: accordarsi con il Comune di Assemini per recuperare a scopo turistico il sito della miniera di San Leone in modo da inserirlo nel parco archeologico minerario della Sardegna.

  • Recuperare la vecchia struttura del ponte d’imbarco costruito alla Maddalena spiaggia per la miniera di San Leone e farlo diventare un porticciolo per i velisti.
  • Promuovere attività per il noleggio delle attrezzature per Kite surf e wind surf.
  • Organizzare un coordinamento efficiente tra il Comune e gli operatori turistici, fornendo alle imprese riferimenti normativi e l’informazione puntuale sulle nuove possibilità che di volta in volta si presentano.

SICUREZZA

È opinione comune che la sicurezza sia soprattutto il risultato del controllo del territorio e delle azioni di repressione da parte delle forze dell’ordine, certamente importanti. Ma la miglior garanzia per salvaguardare la sicurezza è data dal concorso di molti altri fattori. La coesione sociale, il senso di appartenenza, la qualità della vita pubblica, l’intensità della partecipazione, la capacità di assicurare politiche sociali equilibrate ed eque, lo sviluppo urbanistico armonico, il progresso economico e dei livelli di benessere, una buona offerta dei servizi pubblici ed educativi, la presenza di una proposta culturale ampia ed interessante: in assenza di queste condizioni complessive cresce il senso di insicurezza e la sicurezza, sia pubblica che privata, consegnata soltanto alle forze dell’ordine, è sostanzialmente impossibile da garantire.

Inoltre una città è sicura se i cittadini la percepiscono come una responsabilità comune e collettiva, se tutti esercitano una forma di controllo sociale attivo e inclusivo che, fuori da ogni pregiudizio e dai più banali e diffusi luoghi comuni, niente ha a che fare con le “ronde” di alcun genere ed ispirazione, garantisca un continuo monitoraggio da parte di tutti.

Resta di assoluta importanza il lavoro svolto sul territorio dalla nostra Polizia Municipale e dall’arma dei Carabinieri che devono garantire, grazie ad una proficua collaborazione, un controllo capillare, una presenza costante ed un’alta capacità di intervento e prevenzione.

Per migliorarne l’efficienza, considerata la peculiarità territoriale di Capoterra, sarebbe opportuno che le suddette Forze di Polizia trovassero la possibilità di garantire una presenza costante negli insediamenti decentrati e periferici. Dovrebbe essere previsto anche l’utilizzo congiunto di un semplice e limitato sistema di video-sorveglianza.

Non di meno è da sottolineare il ruolo degli Agenti del Corpo Forestale dello Stato che, con le proprie strutture e la loro presenza, dovrebbero effettuare un controllo sul territorio e sull’ambiente tale da produrre un ulteriore senso di sicurezza nei cittadini.

Esistono l’insicurezza reale e quella percepita: la prima dovuta al concreto consumarsi dei reati, la seconda determinata da stati d’animo emotivi e psicologici conseguenti a condizioni generali. Dobbiamo mirare al raggiungimento di un livello tale che l’insicurezza percepita dovrà essere contenuto dal fatto che la sicurezza deve diventare un fatto sostanziale e reale.

 

 

TRASPORTI - VIABILITA’

La libertà di movimento delle persone è uno dei parametri con cui misurare il grado di civiltà di un paese. Più un paese è libero, più le persone sono libere di muoversi. La libertà di muoversi non è, quindi, soltanto un diritto individuale. E’ un diritto collettivo. La libertà di muoversi, nel rispetto dell’interesse generale, deve essere garantita a tutti e soprattutto ai portatori di handicap, facilitando loro la totale accessibilità ai luoghi pubblici ed a quelli aperti al pubblico. Per noi l’interesse generale nella nostra città deve essere sostenuto dalla mobilità pubblica collettiva e dalla salvaguardia dei livelli di compatibilità ambientale perché la libertà individuale, se non è rispettosa di un dovere collettivo, travalica nel sopruso. Le nostre politiche si dovranno muovere su due piani: quello dell’accessibilità interna sfruttando ogni intervento per migliorare la viabilità, la sosta, i percorsi ciclabili e pedonali; quello di una corretta integrazione nel sistema metropolitano di Cagliari. E’ ormai improcrastinabile chiedere al CTM di essere inseriti nel servizio di collegamento extraurbano. Abbiamo così individuato delle priorità e delle urgenze che possono essere così riassunte:

  • Ripensare l’organizzazione del trasporto pubblico, potenziando il trasporto urbano ed i collegamenti da e verso Cagliari. Disincentivo dell'uso di automobili private con un solo occupante a bordo.
  • Creazione di un piano di mobilità gratuita per i disabili e gli anziani.
  • Definizione concreta con la Regione dei tempi di attuazione della SS 195, in collaborazione attiva con i Comuni vicini e interessati.
  • Realizzazione di una pista ciclabile che colleghi il centro storico con la zona costiera e attraversi la zona costiera stessa in modo da evitare il transito sulla SS 195, ormai pericoloso per i pedoni. Ciò può essere realizzato con la messa in sicurezza della SP per Capoterra con l’allargamento della sede stradale, la costruzione di banchine transitabili e ciclabili con l’illuminazione dell’intero percorso.
  • Utilizzare al 100% i mezzi utilizzati per il trasporto scolastico. Sono piccoli e agevoli nel passaggio nelle strade strette. Al di fuori dell’orario del trasporto alunni, possono essere utilizzati per il trasporto urbano.

 

 

 

CONCLUSIONI

 

Tutto quanto sopra è il nostro contributo di idee per amministrare un “grosso paese” che si avvia a diventare città.

Molti sono i problemi che meritano attenzione, interesse, dedizione per poter trovare una soluzione rispondente alle esigenze della cittadinanza. Siamo allo stesso tempo consapevoli che il divenire quotidiano farà emergere nuove esigenze, ulteriori problemi. Spetterà agli amministratori cittadini affrontarli e risolverli, stabilendo le opportune priorità.

Bisogna, infine, considerare che, a conclusione dei lavori per la nuova SS 195, con la soluzione dell’auspicato Piano di riassetto idrogeologico del territorio, sarà indispensabile dotarsi di un PUC per evitare che in futuro si possano ripetere gli errori del passato che ci hanno restituito un territorio sviluppato enormemente dal punto di vista edilizio, senza che i servizi per i nuovi, e vecchi, residenti fossero studiati e risolti in maniera organica, tali da contribuire a garantire a tutti i cittadini una qualità della vita degna di essere definita con questo nome.

Se il risultato elettorale sarà tale da consentirci di essere protagonisti dell’amministrazione comunale, sarà allo stesso tempo indispensabile che i concittadini siano partecipi delle scelte e di tutte quelle azioni civili che riescono, grazie all’interessamento generale, a trovare la più rapida ed efficace soluzione.

 

Per non dimenticare...

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