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Sabato 10 Dicembre 2011 16:05

L'UNIONE SARDA

Edizione di venerdì 09 dicembre 2011 

 
- Provincia di Cagliari (Pagina 29) CAPOTERRA.

L'ingegnere Paolo Mignosa: carenze nella messa in sicurezza 

 


Alluvione: «Progetti errati»
Ecco le cause del disastro secondo la parte civile Si attende l'udienza che deciderà sull'eventuale rinvio a giudizio delle otto persone sotto accusa a vario titolo per inondazione colposa, omicidio colposo e rifiuto d'atti d'ufficio.La tragica alluvione dell'ottobre 2008 a Capoterra, dove oltre ai danni materiali - enormi - si sono contati quattro morti, è stato certamente un evento imprevedibile per progettisti ed enti pubblici. Ma la sua origine si deve cercare anche nella pesante serie di errori nei calcoli e nelle progettazioni, negli interventi di messa in sicurezza e nella realizzazione di strade e ponti. 

LA CONSULENZA Sono le conclusioni dell'ingegnere Paolo Mignosa, consulente della parte civile nel procedimento penale in corso a Cagliari. Mentre si attende l'udienza che deciderà sull'eventuale rinvio a giudizio delle otto persone (politici, dirigenti Anas, del Genio civile e della protezione civile) sotto accusa a vario titolo per inondazione colposa, omicidio colposo e rifiuto d'atti d'ufficio, la memoria del professore incaricato dai legali Carlo Monaldi e Mario Maffei spiega cosa a suo parere è accaduto quel giorno. Si parte dalla mancanza, nello studio più recente sulle precipitazioni storiche in quel territorio (risale al 2000), dei dati sull'alluvione del 1999: le statistiche non aggiornate hanno portato «a sottostimare la portata d'acqua nel rio San Girolamo», che in realtà «non poteva garantire neanche quella prevista in progetto».

LA DIGA La diga del lago Grande (risale agli anni '60) aveva una portata massima di 185 metri cubi al secondo che in condizioni eccezionali doveva essere smaltita dagli scarichi per evitare il collasso dell'opera e il veloce rilascio dell'acqua provocato dalla sua tracimazione. Il 22 ottobre 2008 invece l'opera non resse una portata di circa 370 metri cubi al secondo, «il doppio di quelle prevista in progetto» - ma «lo scaricatore, per errori di calcoli e di realizzazione, non sarebbe stato in grado di allontanare neppure il quantitativo previsto» - e l'acqua raggiunse «la strada tra Sa Birdera e Pauli Ara erodendo il manto stradale e trascinando a valle l'auto con a bordo Licia Zucca».

IL PONTE Sbagliata anche la posizione del ponte tra Sa Birdera e Pauli Ara, realizzato 420 metri più a valle «senza un'analisi idraulica che avrebbe evidenziato la sua insufficiente portata», la capacità di reggere la quantità d'acqua prevista nel progetto. Quando lo scaricatore è in funzione, in quel punto la corrente è molto veloce: ci furono problemi già nel '99 senza che questo «portasse a prendere provvedimenti per la messa in sicurezza». 

SAN GIROLAMO Pure il rio San Girolamo è stato risistemato pochi anni prima dell'alluvione non considerando il '99. La luce del ponte e la portata «erano inferiori a quelle previste e necessarie per evitare allagamenti laterali». Così gran parte dell'acqua ha cercato un'altra via di scorrimento e si è riversata «su San Girolamo sormontando poi il piano stradale della statale 195» con una velocità tale da provocare il trascinamento di molte auto. Tra queste, quella delle insegnanti Anna Rita Lepori e Miria Orani.

 

An. M.


 

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