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Strano paese Capoterra. PDF Stampa E-mail
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Scritto da Luca Salvetti   
Venerdì 19 Agosto 2011 19:03

 

Strano paese Capoterra.

 

Il suo stesso nome evoca, infatti, localitĂ  del nostro pianeta che portano con se significati tali da creare riflessione, quasi rispetto. Finis terrae, ad esempio, un promontorio della costa atlantica della Spagna che si visita quando si fa il pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Capoterra, invece, giĂ  nella stessa lingua Sarda èstato tradotto in maniera scorretta, col risultato che nei cartelli stradali fa bella mostra un nome che, se pur originale, non è del tutto rispondente ai dettami della fonetica e della grammatica sarda.

E’ un vero peccato, però, che chi ci abita, sia per libera scelta che per necessitĂ  (is approillaus), non venga affascinato da un nome così importante e, anzi, sia costretto, suo malgrado, ad attribuirgli un significato ancestrale, che lo obbliga a vivere  una realtĂ  appesa fra l’arcaico (la mentalitĂ  dei nativi) ed il futuristico (le fabbriche che popolano l’entroterra industriale, il desiderio generalizzato di vivere in una societĂ  piĂą aperta). Capoterra, quindi, come inizio della terra, luogo dove chi la amministra deve ancora incominciare a scoprire il mondo che la circonda, localitĂ  che vive in maniera ambigua e disarticolata dal contesto civile  il secolo ventunesimo.

Chi poi si avvicina al centro urbano, provenendo dalla SS 195, scopre che questo grosso paese, con malcelata ambizione, si è voluto gemellare, unica iniziativa che lo tiene legato alla società contemporanea, alla ridente cittadina lombarda di Peschiera del Garda. A soffermarsi un attimino viene quasi da sorridere (per non piangere), pensando alla realtà di ordine, pulizia, gestione democratica dei problemi della cittadinanza che si riscontrano, anzi si vivono e respirano, nella fiorente località gardesana. Il risultato di tale civilissima iniziativa è che il gemellaggio con il nostro paese sembra quasi un insulto. Per loro, naturalmente. Nulla di tutto ciò che li c’è di buono è stato mutuato dalla nostra città in embrione.

Da alcuni giorni, inoltre, chi ha letto i giornali del 14 agosto o ha vissuto con sconcerto ed in prima persona l’iniziativa degli amministratori comunali di far rimuovere degli striscioni di protesta, esposti da cittadini residenti, dai locali Vigili Urbani, può essere tentato di immaginare il prossimo gemellaggio. Sherwood, mitica residenza del famoso Robin Hood, difensore dei deboli e degli oppressi, nemico giurato di coloro che si arrogano il diritto di decidere, nel bene e (soprattutto) nel male quali siano gli interessi del popolo sovrano. Un nuovo gemellaggio al contrario, quindi, proprio come quelli che questo strano paese riesce a concepire senza saper prendere nulla ad esempio da chi decide di riconoscersi, per i motivi che evito di elencare, affine a Capoterra.

La nuova amministrazione comunale, che ha vinto in maniera indiscussa le recenti elezioni comunali, presentandosi come paladina degli interessi generali degli abitanti, ha ritenuto sconveniente che dei normali cittadini residenti potessero autonomamente esporre degli striscioni di protesta, stanchi di essere trascurati e ignorati dalle Istituzioni, che nell’arco dell’ultimo anno non sono ancora state capaci di ripristinare (o far ripristinare) l’illuminazione pubblica nel tratto urbano della SS 195, dal bivio di Capoterra alla rotonda di Torre degli Ulivi, nonostante le numerose sollecitazioni che hanno goduto dell’interesse della cronaca.  Questa decisione da parte degli amministratori locali oltre che essere di basso profilo politico, esprime ancora una volta soltanto arroganza e prepotenza a fronte della propria incapacitĂ  di garantire quella sicurezza sulla quale tanto ha fatto leva per attirare consensi in campagna elettorale. Tale atteggiamento denuncia, fin dalle prime battute del nuovo (???) governo comunale la sua totale inadeguatezza, impegnandosi principalmente a procrastinare la soluzione dei problemi, a discapito della pubblica utilitĂ , dimenticandosi che si amministra per il popolo e non contro il popolo. Tanta ingiustificata protervia è ancora piĂą ingiustificata se si pensa che il gettito contributivo degli abitanti delle zone periferiche si attesta (unitĂ  in piĂą o in meno) sul 60% del complessivo senza ricevere niente in termini di servizi. Si pensi che tempo fa, un amministratore della precedente Giunta, ancor oggi presente sui banchi del Consiglio comunali, ebbe a dire che “d’altronde vi abbiamo fatto le scuole”. Forse è il caso che i cittadini si sveglino e comincino a chiedere conti di cosa si vuole realizzare, come, quando e con quali risorse. Dovrebbero farlo proprio coloro che con tanto entusiasmo hanno premiato con la loro preferenza questa nuova classe dirigente “prepotente”.

Forse questi signori non hanno considerato che il blitz è stato possibile soltanto perché ha conciso con il periodo di ferie di ferragosto e, quindi, con l’assenza di molti dei cittadini interessati alla protesta. E’ evidente che non sarà sufficiente l’insolenza fin qui dimostrata dall’Amministrazione comunale a distogliere la popolazione dal suo proposito di informare l’opinione pubblica di quanto sta avvenendo da un anno a questa parte senza che il Comune, che dovrebbe essere il primo interessato alla soluzione di tale problema, sia stato finora capace di garantire ai propri cittadini quel minimo di tranquillità che si era vantata di aver procacciato con la spesa di diverse centinaia di migliaia di euro di pubbliche risorse per la messa in sicurezza del tratto urbano della SS 195 che attraversa la parte costiera di Capoterra.

Ritroviamoci presto e mettete a disposizione le vecchie lenzuola, perché più ne rimuoveranno e più ne saranno riesposte.Ricordiamoci che questi prepotenti ci devono amministrare non comandare. Chi vuole rispetto deve essere il primo a non offendere, sia pure l’intelligenza, del prossimo.

Enzo Madeddu

 

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